http://www.culturamas.es/blog/2011/09/09/entrevista-a-mikel-gurrea-participante-en-ecu-2012/
Di Alexander Acosta Osorio
“La leggenda narra che l’eroe tagliò la testa di Medusa e la gettò nell’acqua. L’origine del corallo si deve al sangue di questa testa che in fondo al mate si è trasformato in una pietra rossa. Agli inizi del ventesimo secolo, un pescatore sordo riporterà in vita questo mito”.

Mikel Gurrea è nato in Donostia- San Sebastian, nei paesi Baschi. A diciotto anni, si è trasferito a Barcellona per studiare Comunicazioni Audiovisive all’Università Pompeu Fabra. Mentre terminava i suoi studi ha iniziato a lavorare come Assistente alla regia e Coordinatore Jr alla Post Produzione presso la società di produzione “Agosto 2006.” Dopo anni di pratica e d esperienza con microfilm e documentari no budget, Mikel scrive, e dirige il suo primo corto “Primo” nel 2007 che fu proiettato ai Film Festival Internazionali di Girona e al Figueres. Un anno più tardi, dirige “I gatti sul tetto” che è proiettato a Mecal Barcelona International Film Festival. “Rosso nell’acqua” è il suo ultimo cortometraggio. scritto e diretto da lui stesso.

Ho avuto l’opportunità di parlare brevemente con Mikel riguardo al suo cortometraggio e sul suo futuro lavorativo.

1) Da dove viene l’inspirazione per il tuo corto? Cosa t’inspira?
Il mio film corto Rosso nell’Acqua (red in the water)(www.redinthewater.com) è liberamente inspirato dalla leggenda di Perseo & Medusa, ma è l’immagine descritta in quella leggenda che mi ha ossessionato e affascinato: il sangue della donna che sotto l’acqua si trasforma in pietra. Questa idea, questa relazione tra elementi essenziali (sangue, acqua, pietra) è stata l’incipit da cui si è sviluppata la storia del mio film. Io spesso prendo le mie idee da impulsi visivi: un’immagine che vedo, o di cui leggo o che mi appare all’improvviso nella mente anche mentre sto dormendo. C’era qualcosa di speciale in quell’immagine, un qualcosa che l’ha fatta rimanere nella mia mente per settimane e che l’ha resa più importante rispetto a un’altra immagine. Quel qualcosa di speciale era la storia che ancora non era stata scritta. Io prendo l’immagine e m’interrogo su ciò che si cela dietro di essa: è così che trovo lo storyline, la sceneggiatura ed anche l’incipit per l’approccio visuale del mio film. Riflettendo, tutto mi sembra perfetto, è come sciogliere un enigma, scoprendo cosa si cela dietro, che poi è la cosa che essenzialmente m’interessa sia come regista sia come pubblico.

2) Secondo te, cosa rende un film ben riuscito o un fallimento totale? Dacci la tua opinione.
Io credo, che un film senza pubblico non sia nulla Un grande film senza proiezioni o pubblico è morto, il successo per un film è avere il maggior numero di proiezioni possibili e finché può. Non è una questione di numero di spettatori, io credo che ogni film abbia la sua tipologia di pubblico, e qualche volta può essere ristretta, ma la cosa importante è che esso sia visto, che se ne discuta e che la vita del film sia il più lunga possibile. Secondo la mia opinione credo che questi siano i parametri principali per un film di successo, ma ovviamente essi variano anche in base agli obiettivi che il regista desidera raggiungere. Quando hai una storia, vuoi raccontarla, usando gli elementi e la narrazione che tu vuoi usare, e solo tu sai se sei riuscito a farlo. Come regista, cerco di imparare il più possibile, perciò cerco di usare e sperimentare sempre nuove tecniche soprattutto quando giro i corti. Credo che non mi piacerebbe arrivare al punto in cui sai perfettamente come lavorare a un determinato genere o tipo di film e sei costretto a ripeterlo per il resto della tua vita. L’idea di sfida è molto importante per me, perché solo così posso continuare, a essere creativo. . Quella sfida, quella storia, sono ciò che io voglio proporre al pubblico e so di esserci riuscito quando gli spettatori lo guardano. Una delle cose più importanti dei film festival per me è il guardare il tuo film in un cinema e con il pubblico. Puoi sentire le loro reazioni, e capire se sono coinvolti nella storia o no. E lì che trovo la risposta alla tua domanda: Ci sono riuscito?

3) Progetti futuri dopo ECU? Qual è il prossimo?
Ho ottenuto una borsa di studio della durata di due anni per un Master di regia alla London Film School.
Creerò i miei film lì e collaborerò con registi colleghi di corso. Io non mai andato a una scuola di cinema, perciò sarà un ambiente interessante per me. Mike Leigh è membro del consiglio di amministrazione lì, e la scuola ha una lunga tradizione nel sostenere il filmmaking indipendente. A parte ciò, io ho due progetti di cortometraggi, uno è abbastanza avanzato e l’altro è in fase iniziale. Stavo quasi per girare uno dei due a luglio, ma alla fine le esigenze di location sono cambiate e ho dovuto posticiparlo. Sono molto paziente in questo senso, preferisco aspettare per farne beneficiare il film e sempre lo farò. Nel frattempo, sto scrivendo la sceneggiatura del mio primo lungometraggio e poi comincerò a cercare una società di produzione per feedback appena essa sia conclusa. È una sfida enorme scrivere lungometraggio perché la struttura e il ritmo sono molto diversi da quello del cortometraggio, ma questa è una nuova sfida, ed io ho una storia che la mia intera generazione può sentirsi molto vicina a sé.

Rosso nell’acqua recentemente ha ricevuto il premio come miglior corto all’In The Palace International Short Film Festival e ha ricevuto una menzione speciale per la Cinematografia e Disegno di Produzione. Attualmente Mikel vive a Londra e sta scrivendo la sua prima sceneggiatura per un lungometraggio.

Questa è l’ultima submission all’ECU 2012.

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