Via! Buio in sala! La Mostra ha inizio davvero! Mercoledì 26 Agosto si è aperta la 69. Mostra del Cinema di Venezia, il Festival cinematografico più antico del mondo. Questo è il motivo per cui questa settimana abbiamo deciso di celebrare Isabella Ferrari, componente della Giuria internazionale del Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”, nonché una delle attrici del cinema d’autore indipendente italiano più celebrate e amate dai cinefili.

Isabella Ferrari was born in Ponte dell’Oglio, near to Piac
Sguardo intenso e determinato, occhi chiari velati da un’affascinante inquietudine, sempre accompagnata da quella semplicità ed eleganza che non la abbandona mai, Isabella Ferrari è sugli schermi italiani fin da giovanissima. Ma la sua vita cinematografica si distingue per due diversi esiti professionali: all’inizio ragazza spaesata e un po’ ingenua, prototipo di tante adolescenti che hanno amato il suo indimenticabile personaggio di Selvaggia nel cult  Sapore di mare del 1982, e poi dark lady, affascinante interprete di ruoli maturi e tormentati, portatrice di ideologie e stati d’animo che rappresentano quel tipo di cinema indipendente d’autore italiano che si distingue per la sua totale indipendenza e creatività da parte del regista che riesce a produrre delle profonde e introspettive opere cinematografiche con budget anche bassi, dedicandosi allo studio psicologico dei personaggi, alla creazione di un mondo surreale rappresentante la fantasia del regista, in questo modo lo spettatore non può più assistere passivamente alla proiezione ma riesce ad immergersi e a rivivere le emozioni che prova nel quotidiano.                                      Ormai Selvaggia non esiste più, ha lasciato il suo posto a un’attrice di grande esperienza, camaleontica e poliedrica, che ha intenzione di rappresentare il cinema indipendente italiano, portando avanti le sue idee sia attraverso le sue interpretazioni sia nella vita reale. Ha studiato poco, non ha fatto l’Accademia d’arte drammatica né frequentato i corsi del Centro di Cinematografia, ma possiede la cultura popolare delle donne istintive che sono nate più di una volta e che hanno scelto sempre personaggi diversi, che rappresentassero donne diverse, con la capacità di essere sempre autonoma e di dimostrare quanto le critiche al cinema italiano non siano fondate, ma solo un mero strumento per evitare di finanziarlo adeguatamente.

“Per dire sì a un regista, voglio essere necessaria alla sua visione. Voglio essere scelta. In questi ultimi anni è stato finalmente così. Ecco perché sono libera. Io ho il desiderio carnale di fare cinema, mentre leggo un copione mi carico sulla schiena il personaggio, con molta difficoltà, come se fosse un fantasma.”

Isabella Ferrari nasce a Ponte dell’Oglio, in provincia di Piacenza il 31 marzo 1964. Negli anni ha lavorato in Italia e all’estero, con molti registi dello scenario indipendente italiano, da Dino Risi a Jacques Doillon, da Gillo Pontecorvo a Marco Tullio Giordana. Nel 1990, ottiene una nomination ai “Nastri d’Argento” per l’interpretazione di Willy Signori, e vengo da lontano di Francesco Nuti.

Nel 1995, vince la “Coppa Volpi” alla Mostra del Cinema di Venezia, come Migliore Attrice Non Protagonista nel Romanzo di un giovane povero di Ettore Scola con Alberto Sordi. Torna a Venezia nel 1996 con “EsCoriandoli” di Antonio Rezza, presentato alla Settimana del Cinema italiano, quindi nel 1998 con Vite in sospeso di Marco Turco, sezione Prospettive, e nel 2000 con La lingua del Santo di Carlo Mazzacurati, in concorso. Di recente ha girato Caos Calmo insieme a Nanni Moretti e Un giorno perfetto e Saturno Contro di Ferzan Ozpetek dove  conferma la sua capacità di adattarsi a parti diverse incarnando una donna matura, divisa tra il conformismo e le spinte verso una libertà sessuale e sentimentale che la porteranno a vivere una storia d’amore clandestina con un ragazzo più giovane, interpretato da Stefano Accorsi. Ma questo non basta, per affermarsi come attrice decide di debuttare anche in teatro con la commedia Il Catalogo di Jean Claude Carrìere, approdato a Milano con la regia di Valerio Binasco, dove riesce a rappresentare l’incomunicabilità e la solitudine in cui vive il suo personaggio, per poi passare alla collaborazione con il controverso giornalista Marco Travaglio, con il quale ha intrapreso una sorta di giro dei Teatri e Spazi indipendenti italiani con l’irriverente spettacolo a sfondo politico “Anestesia Totale”.

Isabella Ferrari vuole dimostrare quanto non sia reale la critica “tutto il cinema italiano è da buttar via” e la sua partecipazione nella Giuria della 69. Mostra del Cinema di Venezia comprova il suo impegno. “Il cinema ti da sempre la possibilità di mentire, e la cosa difficile è essere veri in ogni finzione.”

 

Daniela De Pace

 

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