manoel de oliveiraNato il 12 dicembre 1908 a Oporto, Portogallo, Manoel Candido Pinto de Oliveira è attualmente il più anziano regista in circolazione. Anche se voleva diventare un attore quando era giovane, i suoi sogni sono cambiati alla fine e ha realizzato il suo primo film, “Douro, Faina Fluvial” all’età di 23 anni. Questo è un breve documentario dedicato alla sua città natale, una specie di city symphony film, dove mostra il tipo di vita in quella regione. Basato principalmente sulla pesca e sul paesaggio del fiume Douro, l’idea per il film viene suggerita dalla scoperta di Oliveira del documentario di  Walther Ruttmann, “Berlin: Symphony of a City”. Secondo lui, la più utile lezione mai ricevuta è stata quella data da Ruttmann. Dopo “Douro, Faina Fluvial”, ha realizzato svariati cortometraggi che dipingono differenti regioni del Portogallo.

Nel 1942 ha realizzato il suo primo lungometraggio, “Aniki-Bóbó” basato su un racconto di Rodrigo de Freitas; il film racconta la vita dei bambini di strada di Oporto e per rappresentarli Oliveira ha utilizzato attori non professionisti. Il film non è stato accolto bene e ciò ha causato l’abbandono da parte di Oliveira dei progetti per i suoi film per un po’ di tempo. Ci è voluto un po’ di tempo affinché Oliveira venisse veramente riconosciuto come un grande regista, persino nel suo stesso paese. A causa del regime fascista di Salazar che è durato dall’inizio degli anni Trenta fino alla metà degli anni Settanta del Novecento, l’industria del cinema portoghese è stata fortemente censurata e molto limitata, cosa che ha reso difficile a Oliveira girare film durante quel periodo.  Oliveira ha affermato di avere preso ispirazione da diversi registi come D.W.Griffith, Sergei Eisenstein e Charlie Chaplin, il suo unico rimpianto è quello di non avere avuto registi portoghesi come modello.

Manoel de Oliveira 1Dopo il periodo fascista, Oliveira è stato capace di fare più film, prosperare come regista e ricevere finalmente il plauso internazionale. Attualmente ha una media di circa un film all’anno ed è uno dei pochi registi il cui lavoro spazia dall’era del film muto all’era digitale, il che è un risultato considerevole.

Nel 1985 Oliveira ha diretto il suo primo film francese “The Satin Slipper” (Le Soulier de Satin), basato sull’opera di Paul Claudel. Ci sono voluti due anni per completare questo film e raramente viene mostrato per intero, a causa della sua lunghezza (sette ore).

Per quanto riguarda la sua tecnica, Oliveira è conosciuto per il non fare troppi movimenti con la cinepresa, lascia invece svolgere l’azione, lasciando fissa la cinepresa, ciò è diventato il suo tratto distintivo. È anche molto preciso con la mise-en-scéne e con il modo di recitare degli attori. Per lui, dovrebbero essere molto teatrali e innaturali.

Manoel de Oliveira ha raccolto una grande parte di premi, dal Festival del Film di Cannes fino al Festival del Film di Venezia e molti altri in tutto il mondo, incluso il Lifetime Achievement Award al Festival Internazionale del Film di Chicago e il premio per la speciale sensibilità visiva nella regia al Cameraimage. Anche per un regista del suo calibro, l’unica cosa importante è il piacere di fare film, indipendentemente dall’accoglienza da parte della critica che avrà successivamente.

ÉCU spera che questo regista continuerà a fare film e a sorprendere il suo pubblico per molti altri anni a venire!

 

Joana Taborda

 

 

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